La Bottega dei giovani

La Bottega dei giovani

Bottega Armonica, l’orchestra di giovani talenti nata sotto la direzione artistica di Roberto De Maio, torna con il concerto “La bottega dei giovani”, domenica 22 gennaio 2017 nella chiesa di San Gaetano in Corso Palladio a Vicenza, alle ore 17, con ingresso libero. L’ensemble ospiterà due artisti tedeschi, dalla carriera internazionale: sul podio sarà Tobias Gossmann, formatosi alla “University of Music and Performing Arts” di Vienna, dove ha studiato violino, viola, pianoforte e direzione d’orchestra. Gossmann ha debuttato come direttore nel 1999 e dal 2003 è Direttore Musicale e Direttore Principale della Symphony Orchestra Camerata XXI. Nel ruolo di solista vedremo la giovane Jelena Sophia Engelhardt, nata nel 1991 e diplomata con lode al Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, oggi prima arpa nell’ “Orchestra giovanile dell’opera di Roma”. Vincitrice di concorsi in Italia e in Germania, tra cui“Jugend musiziert”, “Arca ’85” di Roma, “Riviera della Versilia – Daniele Ridolfi” e il concorso sloveno “Svirél”, ha suonato al “Festival intercontinentale della letteratura e delle arti”, al “Campus delle Arti” e al “Mittelfest”. Ha collaborato con la “FVG Mitteleuropa Orchestra” e l’orchestra giovanile “ESYO”, e attualmente sta frequentando la Musikhochschule di Mannheim.

Come da tradizione per “Bottega”, in orchestra i maestri condividono il leggio con i giovani colleghi. Tra le prime parti ci sono Roberto De Maio (violino di spalla), Mariano Doria (viola) e Pino Carraro (contrabbasso).

Come da tradizione per “Bottega”, in orchestra i maestri condividono il leggio con i giovani colleghi. Tra le prime parti ci sono Roberto De Maio (violino di spalla), Mariano Doria (viola) e Pino Carraro (contrabbasso).

Il concerto si apre con l’Adagio e fuga K 546, in do minore, di Wolfgang Amadeus Mozart, una delle composizioni più appassionanti del genio salisburghese, una costruzione di grande respiro, equilibrio e tensione che si pare con toni cupi e drammatici, in funzione di preludio, e richiama la grandiosità propria dello stile Händel.

Il secondo brano saranno le “Danze sacre e profane” di Claude Debussy, per arpa ed archi, una pagina del 1904 che l’autore descrive come definita da un colore molto spiccato, con un carattere di gravità per la prima, e di grazia della seconda. Gli ascoltatori potranno apprezzare la particolare combinazione timbrica che si crea tra l’arpa e l’orchestra d’archi.

A chiudere il concerto, la Sinfonia n. 94 Franz Joseph Haydn, una delle dodici “Londinesi” composte tra il 1791 e il 1795, durante la tournée che lo vide libero dai legami di corte. A Londra Haydn disponeva di una grande orchestra, di oltre sessanta suonatori, circa tre volte più grande di quella con cui era abituato a lavorare in Austria. Nell’Ottocento, a scopo divulgativo, questa sinfonia verrà intitolata “Il colpo di timpano” oppure “La sorpresa”, a descrivere gli improvvisi interventi della percussione che ne fanno il tratto memorabile. 

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