Il 20 settembre

Il 20 settembre

Per noi (Baldo) è una data storica. La fondazione di Roma, in un certo senso. Infatti, proprio Roma si chiamava mia nonna, nata il 20 settembre del 19… e poco più. Da noi i compleanni si festeggiano alla grande (per mancare devi essere all’estero, in turno in clinica, o malatissimo). Naturale che dopo averlo fatto per quasi 100 anni (anche se in realtà non so a quando risale l’usanza), non si possa cessare così, di brutto. Se non si festeggia, con la modalità del pranzone comunitario e luculliano, almeno si ricorda una data di compleanno, anche di chi ha smesso, per cause naturali, di compiere gli anni. Per questo, da qualche anno il 20 settembre è una sorta di festa nazionale privata (si potrà dire così)? Da compleanno della nonna a nuova tradizione di clan, grazie all’interessamento delle zie, appassionate di ricerca storica e di araldica. Mia nonna non poteva passare inosservata. Porta il nome della capitale, appena ingentilito dall’appellativo di Rometta con cui tutti la conoscevano, ma spietatamente prosaico all’anagrafe, e detestato da lei stessa.

Non sfugga che il 20 settembre è la data della breccia di Porta Pia, e che mia nonna era figlia di un garibaldino di prima ondata (si fa presto ad arrivare a quegli anni). Del bisnonno Zamuner so pochissimo, se non che si sentì premiato dalla nascita della figlia proprio in un giorno tanto importante. E subito dunque attribuì il patrio nome (mamma mia, se ci penso, è una cosa da star hollywoodiane), con sommo disappunto del prete, che poco condivideva l’intrusione dell’esercito a casa del papa… Come vendicarsi? Rifiutando il battesimo della piccola, che rischiava la scomunica ancora prima di aprire gli occhi, se non con un nome di santo,di quelli che stanno nel calendario. Escamotage dell’eclettico ma risoluto bisnonno: secondo nome “Giuseppina” (indovina come chi?). Secondo nome né apprezzato né tanto meno utilizzato dalla poi spavalda quanto devota nonna.
Dunque il pranzo ci sarà anche quest’anno. Non serve neanche fare gli inviti, che tutti sanno che sarà la domenica più vicina alla data giusta. Rimane l’attesa per i risultati artistici con cui la zia ospite ci stupirà ancora una volta.
NOTA: questo post è preso da un mio primissimo blog, ed è stato scritto nel 2007. Però domenica scorsa, 17 settembre 2017, il pranzo c’è stato, degno degli annali della nostra storia. In conclusione la Torta della Nonna Roma, che solo Mariella può/osa fare (pare ci sia una quantità di burro che basta per affrontare tutto l’inverno). La ricetta è presa da un foglietto antico, scritta a mano dalla nonna, la quale forse la faceva a memoria, e chissà con quali varianti (nessuna light, in ogni caso).
NOTA2: il gatto in onore della nonna, che ha avuto molto a che fare con felini e gerani.

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